Morgan ha lasciato Amici. La sua storia con Maria De Filippi è stata breve e intensa, come quella di due persone che si convincono l'altra sia quella giusta, pur essendo la propria antitesi. Il paradigma degli ‘opposti che si attraggono’ stavolta non ha funzionato. Al primo screzio vero, il giocattolo si rompe e il divorzio è immediato, con due persone destinate a trincerarsi dietro le proprie ragioni: e infatti la conduttrice lo accusa di aver dato di matto e insultato il programma, suo fiore all'occhiello, il musicista risponde di essere stato linciato e boicottato, lanciando il suo consueto dito medio per aria.

Un braccio di ferro tra sistemi, più che tra persone, nel quale l’anticonformismo inizia a corrispondere a incoscienza, se si pone l’obiettivo di modificare qualcosa di immodificabile. Perché Elisa non sarà mai una moderna Mara Maionchi. Perché un pubblico come quello di Amici non godrà mai per l’”Arancia Meccanica" di Beethoven. Perché dire che siamo diversi non sarà mai come dire vaffanculo.

Il punto è che Morgan e Maria De Filippi non erano fatti per stare insieme. Lei troppo presa dall'idea di alzare il livello culturale di Amici, forte del suo consenso popolare; lui incapace a cambiare linguaggio per rapportarsi a un pubblico del tutto diverso da quello radical chic di X Factor. Una platea di livello culturale medio alto, come è genericamente intesa quella del talent di Sky, accetta la trasgressione, riconosce l'autorevolezza di chi si erge su un piedistallo in modo convincente, di chi alza il dito medio in trasmissione, di chi distrugge "La Solitudine" di Laura Pausini e la maggior parte delle canzoni vincitrici di Sanremo sostenendo che facciano quasi tutte schifo.

Al contrario, un pubblico orientato a reazioni di pancia, più vicino al profilo di quello di Amici, tende a contrastare, se non deridere, l'ostentazione di conoscenza. La ritiene lontana da sé, tende a leggerla con scetticismo e fa fatica ad accettare il ruolo di un vate. Il risultato, nel caso di Morgan, sono i fischi e i buuuu costanti da parte di quel "pubblico di bimbiminkia", come lui lo ha descritto scatenando la reazione definitiva della conduttrice.

Il solco tra il coach dei bianchi e il pubblico di Maria De Filippi era immenso e praticamente incolmabile. Pretendere di trovare un canale di comunicazione è stato un tentativo disastroso sia dal punto di vista dello spettacolo offerto, con una lotta tra Morgan e il pubblico francamente estenuante, sia per gli ascolti.

Alla luce di quanto accaduto, Morgan è di fatto il limite oltre il quale Amici non può spingersi. Da anni la De Filippi cerca una legittimazione del suo talent, bonificandolo con l'ingresso di volti autorevoli e nomi di spicco: prima Miguel Bosé, poi Elisa e ancora J Ax, l'indispensabile Giuliano Peparini e, non ultimo, Roberto Saviano. Ecco, il livello massimo sostenibile è Morgan. Se va oltre, Maria finisce per perdere anche quella partita in cui è stata sempre imbattibile: i numeri.

Finisce come sabato scorso, con Amici battuto da Ballando con le Stelle, un programma tv similmente longevo, che tenta di alimentarsi con finte crisi isteriche nei camerini  e annunci di matrimonio farlocchi, che cerca autorevolezza attraverso la presenza di criminologi e direttori di riviste patinate, di fatto snaturandosi. Insomma, un programma che resta a galla percorrendo la strada delle liti e i battibecchi in diretta, col ballo a fare da controfigura, e che di fatto ha vinto. Solo che non si sa più quale tipo di gara.