Dopo la trattativa per trattenere Fabio Fazio, c'è un altro mal di pancia da alleviare in casa Rai. È quello di Massimo Giletti che non avrebbe preso bene l'idea di spostarsi in prima serata e di dire addio al suo format della domenica che, in 14 anni, ha mantenuto una media spettatori sempre costante, dai 3.8 ai 4.3 milioni a puntata per medie share del 20%.

Il retroscena del giorno lo offre "La Stampa". Massimo Giletti è consapevole del suo potere contrattuale ed avrebbe intenzione di sfruttarlo il più possibile, soprattutto in relazione alla volontà di mamma Rai di trattenere tutte le sue stelle, come avrebbe confermato nei corridoi di Viale Mazzini il neo-direttore generale Mario Orfeo (stando al retroscena del CorSera del 25 giugno). E allora la prima offerta di 12 puntate in prima serata non basterebbero a Giletti che, approfittando dell'appoggio e della solidarietà espressa via social da pubblico e buona parte del mondo politico, da destra a sinistra, ha alzato il tiro.

Dodici serate non bastano, meglio una ventina. E, conditio sine qua non, nessun programma ‘alla leggera', nessun comune intrattenimento (anche se c'è la possibilità di un secondo show, un varietà classico), il format che vince non si cambia. Massimo Giletti avrebbe quindi chiesto di condurre la sua "Arena di sera" e la vicenda sembra destinata ad una risoluzione positiva per entrambe le parti. La richiesta è anche economica: 1.2 milioni di euro in tre anni. Per un conduttore che frutta quasi 8 milioni di euro in pubblicità, sembra tutto sommato un buon affare.

La7 e Mediaset alla finestra.

E se l'affare non dovesse concretizzarsi? La solidarietà incassata dai colleghi degli altri lidi, da Enrico Mentana a Corrado Formigli, ma anche Michelle Hunziker e Piero Chiambretti, la dicono lunga. La7 e Mediaset sono alla finestra, ma lui è un conduttore nato e cresciuto in Rai, e come tutti quelli come lui ha in testa un sogno lucido: Sanremo.