Parte il conto alla rovescia per la nuova edizione di "X-Factor", al via su Sky Uno dal prossimo 15 settembre. Si torna con un cast di giudici quasi totalmente rinnovato, con il solo Fedez "sopravvissuto" alla scorsa annata e affiancato da Arisa (per cui in realtà si tratta di un ritorno), Alvaro Soler e Manuel Agnelli. Proprio la presenza di quest'ultimo è stata senz'altro la più discussa: rappresentante delle quote alternative rock nello show Sky, il leader degli Afterhours è stato accusato di essersi "venduto" al sistema dopo aver criticato per anni il mondo talent. A pochi giorni dall'inizio del programma, Agnelli risponde una volta per tutte alle polemiche dalle pagine di Vanity Fair.

"Non credo nella gare, a 20 anni non avrei fatto X-Factor"

Se la partecipazione di Manuel Agnelli a X-Factor ha scatenato una bufera, lui è pronto a rispondere per le rime. E non va tanto per il sottile anche quando ammette che "a vent'anni" non avrebbe mai partecipato a un talent, con una dichiarazione che potrebbe innescare un nuovo dibattito

Non credo nelle gare musicali, non avrei partecipato al programma, ma accetto di fare il giudice e non ci vedo una contraddizione: io voglio portare la mia visione della musica in quel contesto.

Agnelli ammette di non aver mai seguito con regolarità il programma: "Guardavo X Factor ogni tanto, mai in continuità. Mi piaceva moltissimo Morgan, ma non diventerò il nuovo personaggio nazional-popolare. Lui è molto più bravo di me in tv e io sono troppo antipatico. Al massimo diventerò famoso, ma per poco".

"Il mondo dell'indie mi ha tradito, grottesco che mi debba giustificare per X Factor"

La vera motivazione che lo ha spinto a "tradire" la vocazione indie per entrare in uno show televisivo sarebbe proprio una risposta alla deriva presa negli ultimi anni dal mondo del rock alternativo italiano.

Il fatto che mi debba giustificare per X Factor è grottesco. Mettiamola così: prima di tradirlo, io sono stato tradito dal mio mondo e dall'ideale alternative. La scelta di partecipare a X Factor è un segnale forte di rottura che voglio dare al mondo dell’indie. Io l’avevo scelto perché per me voleva dire libertà: non solo di fare la musica che volevo. Quell'ambiente è cambiato radicalmente, è diventato conformista, di più: fascista. Ci sono le tavole della legge: devi comprare quella chitarra, usare quel suono, dire certe cose. L’alternative rock è stato svuotato dei suoi significati, è diventato moda, così come prima è successo al punk, alla new wave, al grunge. Ormai è solo una schiera di fighetti che vivono con i genitori e hanno scelto un costume, e se tu non lo indossi sei uno sfigato. E io ho 50 anni e non ne posso più.

"I soldi me li merito e ci faccio quel c… che voglio"

Anche sulla questione compensi, Agnelli non le manda a dire, ammettendo di aver accettato anche per denaro

I soldi sono tanti, me li merito, me li tengo e ci faccio quel c… che voglio. Ma voglio dire a chi mi critica che i soldi di X Factor io me li faccio con un tour. È da anni che non ho più bisogno di pagarmi il mutuo. Certo, per quattro lire non l’avrei fatto.

La domanda a questo punto è: riuscirà il frontman degli Afterhours a portare una ventata di rivoluzione a X-Factor?

Se faccio cantare Beyoncé vuol dire che ho fallito. L’X Factor è la capacità di trasmettere energie. Pensi a Lou Reed: non era molto dotato vocalmente ma ha cambiato la storia della musica. Io cerco quella cosa lì nella mia squadra. Io cerco Lou Reed. Mi hanno assegnato gli over 25. Sono cantanti tutti molto raffinati…

Se Manuel Agnelli seguirà gli over, le categorie assegnate agli altri tre giudici sono le seguenti: a Fedez vanno le Under Donna, ad Arisa gli Under Uomini e ad Alvaro Soler le Band.