Lucio Presta non è noto a tutti. A differenza di Paolo Bonolis, Roberto Benigni, Paola Perego (sua moglie), Lorella Cuccarini, Federica Panicucci, Amadeus, Gianni Morandi, Simona Ventura, Michele Santoro il suo non è un nome altisonante, conosciuto da milioni di telespettatori. Eppure il potere decisionale, o meglio l'influenza che Lucio Presta esercita sul settore televisivo italiano è nettamente superiore a quella dei personaggi su citati, che sono solo alcuni dei suoi assistiti. Adesso l'agente televisivo (qualcuno lo definisce il vero direttore di Rai 1), capace a quanto pare di determinare parte dei palinsesti televisivi delle reti generaliste italiane, scende in politica, ufficialmente, confermando una voce che circolava da tempo.

Lucio Presta si candida a sindaco di Cosenza con il Partito Democratico di Matteo Renzi, confermando la nuova inclinazione che la compagine di centro sinistra ha adottato da quando Renzi ne è segretario, quella della comunicazione prevalente. E non è un caso che Presta, che stando a quanto scrive Aldo Grasso sarebbe stato cercato proprio dallo stesso premier e dal suo sodale Luca Lotti, sia un altro caso di discesa in politica di un esperto di tv, dopo l'approdo irruento di Matteo Renzi nello scenario politico nazionale.

Prima di lui c'era stato Giorgio Gori che, lo ricorderanno in molti, da direttore di Canale 5 prima e fondatore della società di produzione Magnolia poi, aveva mosso i primi passi in politica come spin doctor, o meglio consulente della comunicazione, di Matteo Renzi, quando l'allora sindaco di Firenze tentò la prima sfida per le primarie del Pd nel 2013. Prima un fallimento, poi l'affermazione. Lo stesso Gori, marito di Cristina Parodi, alcuni mesi dopo si è imposto a livello elettorale diventando sindaco di Bergamo. E non è escluso che Lucio Presta si sia consultato proprio con lui prima di prendere la decisione definitiva di candidarsi a sindaco di Cosenza.