"Cara Presidente, cari consiglieri, chi vi scrive è Bruno Vespa". Il giornalista e conduttore di "Porta a porta" ha fatto arrivare una lettera ai consiglieri nel corso della riunione che ha bocciato il piano informazione di Antonio Campo Dall'Orto. Nella lettera, pubblicata integralmente da Repubblica.it, Vespa chiede che vengano rispettati i principi di buon senso e che ci si attenga a basi giuridiche e non su norme ad personam. In breve, Vespa ha paura che il provvedimento del governo, che punta a riconoscere trasmissioni come "Porta a porta" di carattere esclusivamente giornalistico, lo tenga nel mirino del reddito massimo di 240mila euro annui. Lui, ovviamente, ne guadagna molti di più.

Questo il testo della lettera

Cara Presidente, cari Consiglieri,

poiché alla vigilia di vostre importanti decisioni alcuni giornali tornano su una possibile differenza tra artisti e giornalisti nel superamento dei tetti retributivi, mi permetto di sottoporvi qualche breve e rispettosa riflessione.

1.     La norma del 2007 che esonera dai tetti le prestazioni professionali e artistiche che si svolgono nelle società a partecipazione pubblica operanti in regime di concorrenza, richiamata dal parere dell’Avvocatura dello Stato , chiarisce ab origine ogni equivoco sulla differenza di impiego.
2.     Volendo tuttavia avventurarsi in una speciosa distinzione, il terreno diventerebbe assai scivoloso. Tra un Fabio Fazio che si occupa di Falcone e un Bruno Vespa che fa un programma su Ballando con le stelle chi è l’artista e chi il giornalista?
3.     Ha sempre sbagliato la Rai nello stipulare con professionisti che vengono dal giornalismo contratti artistici (è il caso di Vespa, ndr) che prevedono il versamento di contributi all’Enpals e agli enti previdenziali che l’hanno sostituito?
4.     Riconoscere carattere esclusivamente giornalistico a trasmissioni come Porta a porta o altre comporterebbe ovviamente la mutazione in giornalistici di tutti i contratti in essere per chi vi collabora.
5.     Sono fiducioso infine che la discussione su questo tema avvenga su basi esclusivamente giuridiche e di buon senso, allontanando il sospetto – alimentato da alcune dichiarazioni politiche e non solo – che si voglia immaginare qualche norma contra personam, inaccettabile sotto ogni profilo.

Grazie per l’attenzione e auguri cordiali di buon lavoro.

Il CdA boccia Campo Dall'Orto.

Il Consiglio d'Amministrazione della Rai ha bocciato le proposte di Campo Dall'Orto come il piano di riforma delle news, la nuova testate per l'informazione web, Rai24, i palinsesti 2017, le nuove nomine di RaiCom, la nuova politica delle retribuzioni. Il dg non ha il sostegno del Cda e la Rai è in crisi, anche se Campo Dall'Orto non sembrerebbe intenzionato a lasciare. Stando al retroscena pubblicato da Repubblica.it, Antonio Campo Dall'Orto starebbe cercando di fare di tutto per restare al suo posto, attraverso differenti mediazioni, su tutte la possibilità di aprire ad un talk-show vicino al centrodestra per i consiglieri di opposizione.