A Le Iene si è parlato del caso di Emanuele Morganti, il giovane pestato e ucciso ad Alatri davanti a una discoteca. Giulio Golia ha intervistato Melissa, la sorella del ragazzo, che ha raccontato gli ultimi momenti trascorsi al fianco del fratello, ma si è anche scagliata contro chi non ha fatto nulla per impedire la tragedia.

Per il delitto, oltre a Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, ci sono altri sei indagati per omicidio volontario, compresi i buttafuori.

I medici mi hanno detto che non c'era niente da fare. La bestia che l'ha colpito, l'ha colpito per ucciderlo, sapeva dove colpire. Non si poteva nemmeno tentare un intervento, aveva il cervello spappolato. I suoi occhi erano neri e gonfi, era quasi deformato. Al mattino non aveva più attività cerebrale. Abbiamo aspettato le sei ore in cui, per legge, doveva essere alimentato prima che vengano spente le macchine. Spero che quelle persone vivano a lungo, con quell'atrocità, quell'orrore che ho provato io. Da quanto è morto non ho più paura di morire, perché c'è lui che mi aspetta. Non sono convinta che sia stata una disgrazia o una cosa sfuggita di mano.

Ai microfoni de Le Iene, anche il migliore amico di Emanuele, Gianmarco, ha raccontato la terribile notte del massacro, di cui è stato testimone. Come riferito a "Chi l'ha visto?" dalla nonna del ragazzo, Gianmarco è stato bloccato dai buttafuori nel tentativo disperato di difendere Morganti dal pestaggio.

Melissa Morganti: "Emanuele ucciso per vendetta"

Torna quindi a parlare Melissa, che racconta un aneddoto che lascia pensare a un caso di vendetta (qui l'intervista completa)

A novembre – dicembre mi disse che c'era uno che lo volevo menare. Mi disse: "Ho parlato con una ragazza, il fidanzato l'ha presa a botte e io mi sono messo in mezzo. L'ho tenuto a terra. Mi ha detto che se tornavo lì mi ammazzava". Non sto dicendo che sia l'assassino di mio fratello, racconto il fatto.

Il ragazzo in questione in realtà è già in carcere, ma Melissa ha fatto ulteriori ricerche, scoprendo che è amico di uno degli indagati, Mario Castagnacci. "Le mani degli assassini non sono solo quelle di coloro che l'hanno colpito", ha continuato la ragazza: "Nessuno, nessuno ha chiamato i carabinieri. Uno dei reati più gravi commessi quella sera è l'omissione di soccorso, a cominciare di tutti. Compresa chi va in televisione a piangere. Se quando iniziava il tutto qualcuno faceva qualcosa, non sarebbe successo. Nessuno ha fatto niente. Non dico gli amici che hanno cercato di difenderlo, certo. Ma chi fisicamente non poteva fare niente, poteva gridare, chiamare qualcuno. Perché non dicono la verità". Tra le righe, sembra di leggere un riferimento alla fidanzata di Emanuele, Ketty, presente sulla scena.