Dopo l'esperienza di Sanremo 2017, dove ha portato in gara il brano "Il diario degli errori", Michele Bravi è ripartito definitivamente, con un anno davanti a sé che si preannuncia ricco di impegni. Vincitore di X Factor nel 2014, Bravi è stato forse l'ultimo degli artisti appartenenti alla generazione Morgan del talent show. Ospite di Silvia Toffanin, il cantante ha parlato a Verissimo dei suoi primi anni di carriera e dei prossimi, raccontando delle difficiltà trascorse: “A 18 anni mi hanno detto che ero finito, morto”Approfitta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe rispetto a chi ha sparato a zero su di lui, di fatto azzerandone i presupposti di carriera in partenza (pur non riuscendoci)

“Su di me c’è stato un po’ un accanimento personale. Poteva esserci un po’ più di umanità nel farmi conoscere questo mondo che è la discografia. A 18 anni mi hanno detto praticamente che ero finito, morto”.

Messaggi che gli hanno fatto male, scalfendo inizialmente la fiducia in se stesso: “All’inizio ci ho creduto poiché sono molto rispettoso di chi ha più esperienza di me. Poi, mi sono messo in discussione e ho capito che la musica è una cosa mia, nessuno può togliermela. Ho iniziato a farmi meno paranoie e a togliere ogni filtro”.

"Nel disco parlo della storia finita con un ragazzo"

Bravi ha recentemente affermato di aver amato un ragazzo. Qualcosa che ha rivelato con una certa naturalezza e semplicità, scostandosi dal concetto di coming out convinto che si tratti di un momento storico, quello che viviamo, in cui le etichette hanno poco senso di esistere: Io non posso avere paura a raccontare quello che vivo. Ho soltanto chiarito, in maniera molto naturale, il racconto che uno poi trova attraverso la mia musica. Nel disco parlo di una storia finita con un ragazzo. Volevo raccontare quello che è l’amore per la mia generazione. Io parlo sempre di una grossa fluidità delle emozioni. Ho capito che per me e quelli della mia generazione  è importante avere davanti prima di tutto una persona. La sessualità viene dopo, anche se fortunatamente a 20 anni c’è anche quella”. Una storia, quella di cui ha parlato, caratterizzata come possono esserlo quelle adolescenziali da incertezze, dubbi e difficoltà

E’ stata una storia complicata. Non so esattamente quanto siamo stati insieme, perché è stato un tira e molla. E’ stata la prima persona importante. Una di quelle persone che, in bene o in male, mi hanno cambiato la vita. Se non l’avessi conosciuto ora sarei un altro.