Venerdì 19 maggio, è stata trasmessa l’ultima puntata de ‘L’onore e il rispetto 5 – Ultimo Capitolo’. Uno dei personaggi più amati della fiction è stato Ettore De Nicola. Figlio della Tripolina (Giuliana De Sio), ha fatto la sua prima comparsa nel corso della terza stagione, conquistando via via un ruolo sempre più centrale. Fanpage.it ha intervistato l’attore Valerio Morigi, che ha raccontato come ha caratterizzato il suo personaggio e come ha accolto la notizia che nella quinta stagione Ettore De Nicola sarebbe morto. Inoltre, ha svelato che potrebbero esserci presto delle sorprese per i fan di Ettore e Rosalinda Scianna.

Come ti sei preparato a caratterizzare un personaggio oscuro come Ettore De Nicola?
Ho studiato molto per il primo provino che feci con i due registi Alessio Inturri e Luigi Parisi. Ho studiato con un amico siciliano, un attore di Siracusa, Franco Mirabella – che non finirò mai di ringraziare – che mi ha instradato per quanto riguarda la cadenza siciliana e tutto quello che era il sapore di quel tipo di Sicilia. Poi, come si fa quando affronti un personaggio così lontano dalle tue corde, ho cercato dentro di me le cose che potevano ispirarmi a essere così cattivo, un cattivo tagliato con l’accetta, senza anima, che si schiera dalla parte del male a prescindere. Pian piano, De Nicola mi è entrato nelle vene. A un certo punto è stato il personaggio a insegnarmi la strada, trovando a volte soluzioni inaspettate. Mi sono divertito a renderlo anche simpatico, ne sentivo la necessità.

“Per difendere la mia sorellina, diventerei anche peggio di Ettore De Nicola”.

Ti è mai capitato di leggere il copione e pensare ‘Questo gesto di Ettore, lo avrei fatto anch’io’?
Nella sceneggiatura della terza stagione, c’è una forte motivazione che spinge Ettore a evadere, che è l’omicidio della sorellina Venere. Io ho una sorella piccola, se le succedesse quello che è successo a Venere, probabilmente diventerei anche peggio di De Nicola. Quella sicuramente è una cosa che potrebbe accomunarmi (ride, ndr). A Ettore hanno ammazzato prima la sorella, poi la madre, poi uno dei fratelli. Sfido chiunque a rimanere saldo nei propri principi e valori. Poi l’omicidio non è mai giustificato, siamo d’accordo. Siamo all’interno di una fiction, il patto con il pubblico è chiaro: ‘Stiamo fingendo’. Ci sono comunque tante cose mie all’interno del personaggio, ho lo stesso tipo di carattere forte, dopodiché siamo diametralmente opposti. Non sono brutale e non ho quel tipo di lato oscuro.

‘Uccidi me, ma risparmia lei’: l’amore tra Ettore De Nicola e Rosalinda Scianna.

Nella quinta stagione della fiction, Ettore De Nicola ha sperimentato il vero amore…

Sì, prima ha una storia che non è amore, con Suor Lucia – anche se all’inizio si può pensare che lo sia. Poi si innamora veramente di Rosalinda. Lì c’è stato uno switch. Una crescita di emozioni che riuscivo a regalare al pubblico, perché come accade anche nella vita, ciò che ci coinvolge di più è l’amore. Ettore De Nicola prima è spietato, poi è innamorato sinceramente tanto che l’ultima frase che dice è ‘Uccidi me, ma risparmia lei’. All’inizio, nella mente degli sceneggiatori, non c’era quello che poi è diventato il rapporto tra Ettore e Rosalinda. Era pensata in un altro modo. Poi, mentre scrivevano, loro stessi si sono innamorati di questa coppia.
Esattamente come gli spettatori, come ti spieghi il grande affetto del pubblico nei confronti di Ettore e Rosalinda?
Credo ci siano più fattori che sono andati nella stessa direzione. Con Giulia Petrungaro, l’attrice che interpreta Rosalinda, mi sono trovato subito benissimo. Sul set eravamo sempre i primi ad arrivare. Diverse scene sono venute spontaneamente, a volte anche improvvisate proprio perché c’era questo forte feeling. Gli sceneggiatori, inoltre, hanno ricreato in Rosalinda quello che era Tripolina. Gli spettatori hanno visto come un amore, una forte propensione verso un’altra persona, possa portare anche il più cattivo dei cattivi, a mettere da parte la sua brutalità ed egocentrismo per dedicarsi alla persona che ama.

“Pensavano che io e Giulia Petrungaro stessimo insieme, ma siamo solo amici”.

Sui vari social network, sono nate anche delle pagine dedicate a Ettore De Nicola e Rosalinda Scianna.
Il fatto che siano nate delle pagine su di noi, all’inizio ci ha lasciati un po’ perplessi ma devo dire che già mentre stavamo girando, c’era chi scriveva sul web ‘Ma voi state insieme veramente?’, perché ogni tanto uscivano foto in cui io e lei stavamo insieme. Siamo due ottimi amici, ma ovviamente non stiamo insieme. Io ho la mia vita (l’attore è sposato con Sara Cimadamore ed è padre di due bambini, ndr) e lei ha la sua.

Ci sarà un futuro televisivo per la coppia?
Sì, non mi sento di escluderlo, anzi ti dico che ci sarà…che è molto probabile che ci sia un futuro. Non posso dire altro, però questa coppia ha preso vita come fosse un personaggio unico, quindi ci saranno delle sorprese.

Potrebbero tornare Ettore e Rosalinda o Valerio Morigi e Giulia Petrungaro in altri ruoli?
Potrebbero tornare entrambe le cose, diciamo che ci stiamo lavorando. È tutto in divenire, non mi sento di dire ma neanche di escludere nulla. Sono rimasti contenti in tanti ai vertici e poi, la risposta del pubblico è stata tale che è inevitabile prenderla in considerazione.

“Quando ho saputo che De Nicola sarebbe morto, l’ho presa male”.

Quando hai saputo che il tuo personaggio sarebbe morto come l’hai presa?
Non l’ho presa bene. L’ho presa male perché gli ho voluto bene. Quando curi un personaggio e lo tiri su, ti ci affezioni. Ti dirò di più, vedermi morire, vedere De Nicola che moriva, mi ha fatto male…con tutto quello che era stato fatto, creato, con tutta la vita del personaggio. Però mi ha fatto piacere il conforto che ho ricevuto dalla miriade di messaggi di complimenti, di stima e affetto da parte di un pubblico che ha imparato a conoscermi meglio. Vedere i commenti di persone sinceramente addolorate per la sua morte, mi ha reso felice e fiero del lavoro che ho fatto.

"Nella vita reale sarebbe impossibile amare De Nicola, sarebbe solo un assassino"

Spesso viene criticato il fatto che ruoli negativi vengano affidati ad attori carismatici, rischiando – di riflesso – di investire di un certo fascino il mondo della mafia. Come rispondi a queste osservazioni?
Ci muoviamo in un ambito delicato, però è sempre finzione. Nella finzione abbiamo la possibilità sia di innamorarci di un personaggio cattivo, che di interpretarlo e ovviamente è difficile rendere un personaggio così cattivo, anche interessante agli occhi del pubblico. I cattivi muovono la storia, senza di loro non ci sarebbe motivo di contrasto. È necessario che il cattivo sia interpretato da un attore in grado di renderlo appetibile anche per il pubblico, altrimenti la storia diventa molto meno interessante per chi la guarda. Dall’altra parte, poi, c’è Gabriel Garko, che gode di una popolarità e di un amore difficili da contrastare. Non credo che vada visto necessariamente un aspetto sociale, la fiction non dovrebbe essere un modo di vedere la realtà, è fiction, romanzo, finzione. Se parliamo di storie vere, invece, bisogna stare attenti alle connotazioni che si danno a persone come ad esempio Totò Riina. Ettore De Nicola non è mai esistito, come non è mai esistita neanche Sirenuse. Quindi è pura fiction. Nella vita reale sarebbe impossibile amare Ettore, né giustificarlo. Sarebbe semplicemente un assassino e dovrebbe stare in carcere. Punto.