Comunque vada, L'Onore e il Rispetto 5 è già un successo, un grande successo della storia di Canale 5. Non per gli ascolti o le critiche, che rischiano di essere veri e propri dettagli rispetto ad un prodotto diventato un'enciclopedia voluta del trash televisivo italiano. Anche quest'ultimo capitolo, la stagione finale della fiction nata nel 2006, si presenta ai telespettatori nel segno dei dettagli più caratteristici e ricorrenti del prodotto con protagonista Gabriel Garko. Narrazione da fotoromanzo, doppiaggio di alcuni personaggi praticamente fuori sincro, recitazione solenne e non esattamente naturale, un siciliano non proprio in linea con il dialetto realmente utilizzato nella regione più a sud d'Italia (a detta degli stessi siciliani).

Ma questi fattori, negli anni scorsi criticati come difetti, sono in realtà assurti al rango di caratteristiche, peculiarità che permettono al prodotto televisivo di distinguersi e imporsi come paradigma di un certo genere di fiction televisiva. E il pubblico lo riconosce, visto il seguito dimostrato sui social network, indipendentemente dal tenore del commento, ironico o serioso che sia. Quello che si percepisce, in un'era nella quale la serialità televisiva è un formato sempre più approfondito, studiato, perfezionato, è che il tempo e la costanza abbiano permesso a L'Onore e il Rispetto di uscire dalla guerra tra tifoserie di favorevoli e contrari, conquistando quella fetta di pubblico che, pur dotata di un livello culturale medio-alto, ha deciso di i iniziare a sorridere del cosiddetto trash duro e puro. Forse perché incapace a sconfiggerlo, oppure perché conscia che questo sia il solo modo di affrontarlo.

L'onore e il rispetto come Uomini e Donne.

E L'Onore e il Rispetto (qui le anticipazioni della seconda puntata) non è un esemplare unico del genere. La televisione italiana, infatti, è piena zeppa di contenuti televisivi sottoposti a questa normalizzazione. Una bonifica che ha permesso a programmi fino a qualche tempo fa ritenuti impresentabili e inaccettabili, oltre che culturalmente derimenti, di trasformarsi in titoli imprescindibili per i palinsesti della nostra tv, oltre che oggetto di discussione da bar. In un certo senso, tutto il mondo defilippiano, da Uomini e Donne ad Amici, passando per C'è Posta per Te, ha subito (o generato) questo effetto. E molto probabilmente non è un caso che la normalizzazione di cui sopra abbia avuto, come sua espressione massima, l'istituzionalizzazione dei due volti più divisivi della storia del piccolo schermo recente: sarà un caso che Gabriel Garko e Maria De Filippi abbiano condotto Sanremo negli ultimi due anni?