Dopo un'assenza durata ben dodici anni, Kim Rossi Stuart torna finalmente sul piccolo schermo. L'attore sarà protagonista di "Maltese – Il romanzo del commissario", una nuova fiction Rai diretta da Gianluca Maria Tavarelli di cui si sono appena concluse le riprese in Sicilia. Stuart sarà un nuovo Montalbano? Il paragone nasce spontaneo, ma questa serie, immancabilmente una storia di indagini tra mafia e corruzione, si ambienta negli anni 70. Nel cast Francesco Scianna, Antonio Milo, Valeria Solarino Michela Cescon, Enrico Lo Verso e Marco Leonardi.

Intervistato da Repubblica, l'interprete romano (47 anni il prossimo 31 ottobre) racconta di essere rimasto lontano dalla tv per dedicare più tempo alla famiglia e al mestiere di papà. Lui e Ilaria Spada sono genitori del piccolo Ettore, 4 anni. Nelle intenzioni del produttore Carlo Degli Esposti sarà un vero e proprio "revival della Piovra con Michele Placido". Più che a Camilleri, quindi, Rossi Stuart si è ispirato ai grandi personaggi che hanno combattuto nella realtà contro le mafie.

Ripercorre una storia lontana e attuale. Da quando Carlo me ne ha parlato ho cercato una mia strada per disegnare il personaggio, un commissario eroico votato alla giustizia, integerrimo. Ho guardato ai servitori dello Stato: da Boris Giuliano a Cassarà, Falcone e Borsellino. La dedizione alla giustizia e alla verità mi appassiona, ammiro in modo infantile chi combatte per un ideale.

L'ultima fiction interpretata da Rossi Stuart risale al 2004 ed è "Il tunnel della libertà" di Enzo Monteleone.

Kim Rossi Stuart contro Gomorra: "La tv deve essere educativa"

Nell'intervista, spicca anche una sottile critica alla rappresentazione della violenza sulla televisione contemporanea, il cui caso più emblematico in Italia è al momento "Gomorra".

Mi sono interrogato dai tempi di Romanzo criminale e Vallanzasca (film diretti da Michele Placido, in cui Rossi Stuart interpretava rispettivamente il Freddo e Renato Vallanzasca, ndr) e penso che bisogna fare una distinzione tra cinema e televisione. Per me la tv, in tutte le forme, privata e pubblica, dovrebbe essere educativa. Il cinema può permettersi di affrontare qualsiasi argomento a 360 gradi, è destinato a un pubblico che sceglie.

Sul grande successo di "Gomorra", sottolinea l'attore

Entriamo nella dimensione intima della malavita ma mentre pochi anni fa c'erano i picchetti davanti ai cinema per impedire di vedere Vallanzasca – e la stampa ci massacrava – oggi escono pagine trionfali su storie che, a mio parere, andrebbero trattate con più equilibrio. Prendo atto che la società è molto cambiata.