Stasera, domenica 5 marzo, si è conclusa la quarta stagione della serie ‘Che Dio ci aiuti’. Gli spettatori hanno assistito a un parziale lieto fine, che sembra rendere più plausibile l'arrivo di una quinta stagione. Emma ha finalmente scoperto che Azzurra è sua madre e l'ha perdonata per averla abbandonata. Nico e Monica, invece, quando sembravano a un passo dall'iniziare la loro storia d'amore, sono stati interrotti dall'arrivo del marito della giovane, che era scomparso nel nulla.

Con un finale aperto, ‘Che Dio ci aiuti 4‘ ha salutato il suo pubblico, che anche quest'anno ha premiato la fiction con ascolti record e in grado di tenere testa anche all'imperitura soap ‘Il segreto'. Ma cosa rende la serie un prodotto vincente? Innanzitutto, quel miscuglio equilibrato di momenti drammatici e frizzanti parentesi conventuali, che permettono a chi guarda, di mantenere alta la soglia di attenzione. La freschezza di suor Angela (Elena Sofia Ricci) e suor Costanza (Valeria Fabrizi) è rimasta intatta, nonostante siano trascorse quattro stagioni. E se le due scoppiettanti suorine e volti storici come Francesca Chillemi non dovessero bastare, la produzione ha scelto sapientemente dei nuovi attori, altrettanto carismatici come Diana Del Bufalo, Gianmarco Saurino, Cristiano Caccamo e Arianna Montefiori, che sono riusciti nel non facile intento di far affezionare il pubblico di Rai1.

Casi che impreziosiscono la trama con temi attuali.

Il grande carisma degli attori principali si è rivelato, comprensibilmente, un'arma a doppio taglio. Le loro storie e gli intrecci sentimentali hanno cannibalizzato l'interesse dello spettatore, facendo passare in secondo piano il racconto dei casi trattati in ogni episodio. Casi che però, a ben guardare, sembravano finalizzati esclusivamente a esporre delicati temi attuali come i diritti dei disabili, il bullismo, le adozioni, la tossicodipendenza. Pur non lasciando il segno nella narrazione, dunque, hanno impreziosito la trama di una valenza sociale che ha raggiunto milioni di spettatori ogni settimana.

La fede che conforta ma non si sostituisce mai alla scienza.

Elena Sofia Ricci – ospite di Dopo Fiction – ha dichiarato che il grande successo di ‘Che Dio ci aiuti 4', potrebbe essere dovuto al fatto di rappresentare Gesù come un confidente e non come una divinità lontana e indifferente. "Credo che questa cosa piaccia molto", ha rimarcato. In una fiction ambientata in un convento, è normale che la fede abbia un ruolo centrale. Suor Angela cita spesso il Vangelo, lo stesso titolo della fiction è un'invocazione e suor Costanza si vanta di essere una campionessa nello sgranare il rosario.

La fede che fa da sfondo agli episodi di ‘Che Dio ci aiuti', però, è un mezzo per confortare o – nel caso dei monologhi della protagonista davanti alla croce – veicolare un messaggio di speranza. La posizione religiosa dei personaggi, non inzuppa la trama in banali miracolismi. In uno degli episodi più recenti, ad esempio, una ragazzina gravemente malata, aveva deciso di ricorrere al metodo Hamer. È stata proprio Suor Angela a fare di tutto perché la giovane si affidasse alla medicina tradizionale, ribadendo più volte per i malati, la necessità di avere fiducia nella scienza. Una posizione netta, che non è mai venuta meno nell'arco di quattro stagioni. C'è chi già si chiede se le suore più simpatiche della tv, stiano preparando una quinta stagione. Al momento non ci sono notizie ufficiali. Valeria Fabrizi, però, ha rassicurato i fan: "Con questi ascolti penso che la quinta stagione si farà, io prego perché sia così. Posso solo dire: ‘Che Dio ci aiuti'"