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Il processo di Sarah Scazzi è stato sospeso a causa dei media

La tv e la pressione mediatica è stata la causa della richiesta dello spostamento della sede del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi lontano da Taranto, inquinata e condizionata dai media. Se la richiesta sarà accolta costituirebbe un precedente utilizzabile, per esempio, anche nel caso di Melania Rea dai legali di Salvatore Parolisi.

Il processo di Sarah Scazzi è stato sospeso a causa dei media.

Il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi è iniziato ma è subito stata rinviata al 10 ottobre l’udienza preliminare perché il gup del tribunale di Taranto Pompeo Carriere ha accettato la rimessione del processo presentata dall’avvocato Franco Coppi, cioè colui che difende Sabrina Misseri.

IL PROCESSO PER L’OMICIDO DI SARAH SCAZZI SOSPESO. I legali della giovane Misseri hanno puntato il dito sui media, e sulla tv in particolare, colpevoli di aver pilotato e influenzato le opinioni sulla loro assistita, rendendola già una assassina prima che il processo abbia inizio. Gli avvocati hanno infatti detto:

L’abnorme interesse mediatico non può essere considerato esclusivamente fenomeno di rilevanza sociologica o di costume, ma ha contribuito a generare anche un pesantissimo condizionamento ed inquinamento dell’attività inquirente e giurisdizionale.

Questa è stata la motivazione della richiesta di remissione per incompatibilità ambientale, con sospensione del processo in corso. Ora dovrà decidere la Cassazione sul da farsi ad un anno di distanza dalla morte di Sarah Scazzi.

Secondo i legali di Sabrina questo incredibile interesse mediatico è stato “ulteriormente alimentato dalle manifestazioni ed espressioni dell’opinione pubblica locale che ha contribuito a generare un clima di aperta intolleranza nei confronti di Sabrina Misseri e di Cosima Serrano, che ovviamente pregiudica la serenità del processo”. Ed è proprio per queste ragioni che è stata chiesta la remissione del processo ad altra sede giudiziaria.

LA TV E I MEDIA HANNO INQUINATO L’ATTIVITA’ INQUIRENTE. Ma basterà cambiare sede per risolvere il problema dei pesanti condizionamenti? Forse non si ha fiducia sulla professionalità di tutti coloro che prenderanno parte a questo processo? Di sicuro la pressione mediatica non si calmerà, come non si placherà nemmeno nel caso della morte di Melania Rea in cui Salvatore Parolisi è ormai considerato da tutti l’assassino senza che il processo sia ancora iniziato.

La pressione e l’interesse mediatico è ormai inevitabile nei casi di cronaca nera anche perché spesso portano alti ascolti tv e una grande tiratura per la carta stampata. Ma, nonostante siamo anche noi contro la tv del dolore e l’accanimento contro i casi di cronaca neri sfruttati fino al minimo frammento, non sembra troppo semplicistico puntare il dito contro i media per poter sospendere il processo riguardante un delitto così efferato come quello di Sarah Scazzi?

STORIE INTERESSANTI
cronaca A Taranto è in corso la prima udienza del processo relativo all’omicidio di Sarah Scazzi, presenti in aula tutti gli imputati e la famiglia della piccola. Il Comune di Avetrana si è costituito parte civile. Gli imputati chiedono di non essere ripresi in quello che è diventato l’ennesimo processo mediatico.

cronaca 50 giornalisti accreditati per seguire il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi a Taranto che vede attualmente imputate nove persone. Le telecamere di “Un giorno in pretura” registreranno le immagini dall’aula Alessandrini.

cronaca Diffuse in queste ore le immagini del pozzo di Contrada Mosca, dove fu ritrovato lo scorso gennaio, il cadavere della quindicenne di Avetrana. Le fotografie saranno proiettate al Tribunale di Taranto.

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