L'addio di Maurizio Crozza a La7, la rete televisiva che gli ha permesso la consacrazione definitiva, è avvenuto diversi mesi fa. Il comico genovese, dopo 10 anni alla corte della settima rete, ha deciso di passare a Nove Tv, il canale Discovery, dove ha portato il suo one man show. Crozza è stato per anni un alfiere di La7, soprattutto per gli ascolti che garantiva alla rete, nelle ultime stagioni quasi sempre al di sopra delle medie di rete. Per questo alla presentazione del palinsesti La7 una domanda al patron Cairo sull'addio di Crozza e su un'eventuale nostalgia era più che prevedibile. Ma lui, pur senza rancore, ha risposto scacciando ogni ipotesi di rimpianto per averlo lasciato andare

Crozza? In bocca al lupo, non c’è nulla di che. Ha lasciato La7, ha fatto una scelta sua. Non è che abbiamo sentito particolari nostalgie di Crozza. Diciamo che sicuramente ha fatto un po’ più di fatica di quello che era forse anche la sua previsione. Però non voglio parlare di Crozza, col quale peraltro ho mantenuto un buon rapporto. Non ho particolare nostalgia, comunque

D'altronde, vista la rivoluzione di La7 per la prossima stagione, c'è poco da rimpiangere. Cairo riporta in tv quotidianamente Corrado Guzzanti, praticamente il personaggio più richiesto del piccolo schermo dopo Fiorello; porta a La7 Zoro e la squadra di Gazebo e concede uno spazio quotidiano al vignettista Makkox. Scelte che, unite all'arrivo del nuovo direttore di rete Andrea Salerno, ha portato molti ad interpretare quella di La7 come una netta svolta a sinistra. Ma Cairo ha negato ogni appartenenza o schieramento politico

La7 non è mai stata da nessuna parte, c’è chi ha detto che fosse una rete grillina, poi che si è spostata a sinistra. La7 cerca di intercettare i gusti del pubblico, seguendo l’evoluzione della società, dei media