Le storie di Bill e Jen, l'amore sincero ed assoluto della coppia de "Il nostro piccolo grande amore", formata da due persone affette da nanismo che hanno mostrato come, attraverso l'amore, si possa andare oltre ogni pregiudizio e difficoltà, ha commosso ed appassionato gli spettatori di tutto il mondo, oltrepassando l'oceano e arrivando in Europa con grande impeto. L'esperimento non poteva lasciare indifferenti i produttori nostrani ed è per questo che La 5 ha deciso di dare vita ad un docureality dal titolo "Ho sposato un gigante", che racconta la storia di Manuela, donna di origini napoletane affetta sin dalla nascita dalla sindrome di Kniest, una rara forma di acondroplasia. Lei, nonostante questo problema che le ha di fatto impedito, da sempre, di essere uguale agli altri, ha deciso di non fermarsi davanti alle difficoltà, al pregiudizio.

Arrivata a Milano ha conosciuto un uomo, un gigante vero, un metro e ottanta rispetto alla sua statura, poco superiore al metro. Una distanza compensata dall'amore che i due hanno saputo dimostrarsi. Eccola la differenza tra la versione americana de "Il nostro piccolo grande amore" e "Ho sposato un gigante", la resa italiana prodotto dalla "Stand By Me". In questo racconto vedremo anche il confronto tra due persone che il pregiudizio hanno probabilmente dovuto affrontarlo prima tra loro, poi successivamente verso l'esterno.

E ci sono pochi dubbi in merito al fatto che questa storia, che prenderà il via dal 19 maggio, proprio su La5, commuova i telespettatori così come aveva fatto la storia di Bill e Jen, che negli ultimi giorni, in coincidenza della presentazione del libro dedicato a "Il nostro piccolo grande amore", ha raccontato anche della paura che la travolse quando scoprì d'essere affetta da un cancro nel 2013, dal quale è poi guarita. Una grande paura che sconvolse l'apparente tranquillità della loro famiglia e che per mesi ha richiesto cure delicate. Le storie di Manuela e Fabio saranno altrettanto coinvolgenti?