"Un'azienda che mi ha voluto, promosso, premiato e poi buttato in un angolo". Non ci sta Iacopo Savelli, giornalista Sky con più di 30 anni di carriera in tv, dalla radio sportiva alla redazione di Tmc, tra i primi giornalisti ad approdare nell'azienda che, in questi giorni, si ritrova al centro delle polemiche e dell'insoddisfazione dei suoi dipendenti. Un'agitazione dovuta alla chiusura della redazione romana e del servizio Active, tradotto in 200 licenziamenti e 310 trasferimenti verso Milano, sfociata in una giornata di sciopero di 24 ore dei giornalisti di SkyTg24. In questo scenario, Iacopo Savelli risulta tra gli esuberi e il suo sfogo su Facebook è diventato subito virale

Non dormo più da dieci giorni. Ho 52 anni, tra qualche mese 53. Lavoro in televisione da 30, ho una grande esperienza, non faccio pubbliche relazioni, non sono mai stato raccomandato, il mio mestiere lo conosco a fondo e lo rispetto profondamente. Da ieri sono ufficialmente un esubero. Un'azienda in attivo, che si vanta del suo brand, della sua correttezza, dei suoi investimenti, dei suoi risultati, ha deciso che non servo più. Un'azienda che mi ha voluto, promosso, premiato e poi buttato in un angolo. Quando è successo avrei dovuto ribellarmi con forza, invece mi sono adattato modellandomi a quell'angolo e ho continuato a fare il mio lavoro, di sguincio. Povero idiota che sono stato, quell'angolo ora è di troppo. Ho 52 anni, tra qualche mese 53, sono un uomo perbene che fa il giornalista. Rigorosamente in quest'odine. E non ho paura di ricominciare da zero.

Per i più giovani, a cui il nome di Savelli non suggerisce nulla, basti pensare che nella seconda metà degli anni '90 fu tra gli inviati per Tmc ai mondiali di Francia '98, tra i conduttori di numerosi approfondimenti negli anni d'oro del network di Vittorio Cecchi Gori.