Massimo Giletti è intervenuto ai microfoni di RTL 102.5 durante “Non Stop News” per commentare il suo abbandono alla RAI e l’esordio del suo programma “L’Arena” su La 7.

Purtroppo nel momento in cui fai una scelta è ovvio che ci sia un po' di smarrimento per qualcuno, che ci sia sorpresa ma, come ho detto al Corriere della Sera, la dignità è un qualcosa a cui non ho mai abdicato nella mia vita. Cercare di mettere silenzio a L'Arena con motivi che non hanno senso l'ho trovato oltremodo oltraggioso di quello che è la mia storia da professionista e del mio gruppo di lavoro. La scelta di andare a La 7 è una scelta di libertà.

Il noto conduttore ha spiegato come la decisione presa dalla Rai avesse intaccato non solo i suoi interessi, ma anche quelli dell'intera squadra che da anni collabora per il programma della domenica di Viale Mazzini

Lo ritengono i fatti. Quando si chiude un programma che fa 4 milioni di telespettatori, 22% di share, 8 milioni di pubblicità durante l'anno, un gruppo interno all'azienda – perché era un prodotto interno, della Rai e io non ho mai venduto il marchio L'Arena a qualcuno – è un dolore. Quando ho sentito dire il Direttore Generale che era una scelta per fare una domenica più tranquilla si è detto: "Ditelo allora ai 4 milioni di spettatori che ogni domenica stavano lì e che evidentemente non amavano essere proprio così tranquilli, altrimenti non l'avrebbero seguita". Poi ognuno ha grande libertà, il Direttore Generale ha grande libertà però bisognerebbe avere la forza di dire qualcosa in più di un programma così forte e vincente.

Adesso nuovo capitolo, nuova avventura, tanto entusiasmo. Così Massimo Giletti spera di affrontare questa esperienza da Cairo, augurandosi di essere seguito dalle stesse persone che per anni hanno scelto la sua domenica in Rai

C'è l'entusiasmo di aver salvato in parte un gruppo di lavoro, non ho smembrato tutti quelli che con me hanno lavorato e dato l'anima in questi anni, nel rispetto delle persone perché ho sempre considerato chi guardava L'Arena non un cliente ma un utente, uno a cui dare, visto che pagano il canone, che si paga e si deve pagare. Per rispetto a questi 4 milioni mi piacerebbe che un giorno qualcuno raccontasse la verità, ecco perché ho scelto davvero di andare a La 7: perché spero che qualcuno di questi 4 milioni mi possa seguire lì.