Attraverso un servizio trasmesso nel corso della puntata di Striscia la notizia del 30 maggio 2017, Valerio Staffelli è tornato a parlare della diatriba che da qualche giorno vede la trasmissione contrapposta a Flavio Insinna. Il celebre tapiroforo, all’interno di un servizio realizzato a commento della sentenza che ha costretto Fabrizio Del Noce a risarcirlo con circa 80 mila euro, si è ricollegato al caso del celebre conduttore di Rai1.

Insinna ha dichiarato in più di un’occasione che quella di Striscia sarebbe una campagna di odio ai suoi danni, una campagna nata con l’obiettivo di distruggerlo. Staffelli ha replicato a quelle accuse e lo ha fatto utilizzando queste parole

Flavio il gentile sostiene che Striscia si stia accanendo con l’intenzione di distruggerlo. Falso. È lui che quest’anno si è distrutto da solo con una clamorosa serie di flop. Prima “Il Grande Match” che è stata la sua catastrofe estiva, poi “Dieci Cose”, il più grosso fallimento del sabato di Rai1. E, ancora, “Dopo Fiction”, un programma che hanno visto soltanto i suoi parenti.

Striscia parla di flop clamorosi e, in particolare, fa riferimento alla trasmissione Dopo Fiction asserendo che l’avrebbero “vista solo i suoi parenti”. Se ne deduce, dunque, che il flop sia da intendere in riferimento al numero di spettatori che hanno sintonizzato il proprio televisore sui programmi in questione. Siamo andati a recuperare i dati di ascolto delle tre trasmissioni prese in esame e, in due casi su tre, in termini strettamente numerici, Striscia si sbaglia.

Il caso di “Dieci Cose”.

Dieci cose è stato un flop, non c’è molto da dire. Da una trasmissione schierata nel sabato sera di Rai1 non ci si aspetta che i dati di ascolto si fermino al 12% di share, soprattutto se la rete concorrente trasmette Tu si que vales e realizza picchi fino che arrivano quasi al 26%. L’esperimento della rete ammiraglia Rai, firmato da Walter Veltroni, fu sospeso ad appena 5 settimane dal debutto. Non bastarono gli ospiti facoltosi saliti sul palco a salvare la trasmissione dal disastro. Nonostante la presenza di Gigi Buffon, Neri Marcorè e Fiorella Mannoia, lo show di Insinna chiuse i battenti il 5 novembre del 2016. Striscia parla di flop e, in questo caso, non sbaglia.

Il caso de “Il Grande Match”.

Nel caso de Il Grande Match la situazione è diversa. Striscia lo definisce una catastrofe estiva, eppure i dati di ascolto di quel periodo dimostrano che così non è stato. La trasmissione di Insinna, pensata per fare da accompagnamento e approfondimento agli Europei di calcio 2016, è andata in onda nella seconda serata di Rai1 per 18 puntate – 2 sono andate in onda su Rai2 per fare spazio agli speciali di Porta a Porta e altre 2 di pomeriggio, sempre su Rai1, a commento dei match dell’Italia – e ha battuto sistematicamente la concorrenza. Il Grande Match ha beneficiato di un traino importante, quello fornito dagli incontri calcistici stessi, ma pare improprio parlare di flop in riferimento a una trasmissione che ha avuto picchi di ascolto addirittura del 28% in seconda serata. Per precisione, va detto che c’è un altro fattore da tenere in considerazione: la controprogrammazione di Mediaset è stata praticamente inesistente. In quel periodo, Canale5 ha trasmesso film e concerti, niente che potesse realmente bastare a fare da contrappeso alla trasmissione di Insinna nel periodo più caldo dell’anno, calcisticamente parlando. Ma definire una “catastrofe estiva” un programma che è riuscito a tenere di fronte allo schermo anche 3 milioni di spettatori in seconda serata è un’evidente esagerazione. Il Grande Match ha ricevuto troppo sostegno perché si possa parlare di successo clamoroso, ma è ben lontano dall’essere stato un flop.

Il caso di “Dopo Fiction”.

Il caso di Dopo Fiction è quello a causa del quale Striscia è incappata nell’errore dalla più difficile interpretazione. Anche in questo caso parliamo di un programma andato in onda nella seconda serata di Rai1 a partire dal 16 febbraio 2017. La prima puntata ottenne uno share del 15%, contro il 14.7% di Canale5. In quel caso, però, nella controprogrammazione della rete ammiraglia Mediaset non c’era niente di debole. Quella sera, infatti, andò in onda una puntata de L’Intervista di Maurizio Costanzo, con ospite Emma Marrone. Si trattava della prima intervista video, concentrata soprattutto sulla sua vita privata, che la cantante salentina rilasciava da mesi. In quell’occasione furono toccati temi forti, ma fu Rai1 a portare a casa il risultato migliore. Il divario tra le due trasmissioni divenne ancora più profondo con la seconda puntata di Dopo Fiction. Era il 23 febbraio, nello studio di Costanzo c’era Raoul Bova che parlava per la prima volta del suo divorzio, e gli spettatori preferirono comunque guardare la trasmissione di Insinna. Sono i dati a dimostrarlo: 14.5% per Rai1 contro il 10% di Canale5. La tabella in alto mostra che questa tendenza è andata avanti fino alla fine delle puntate previste, con Insinna che ha portato a casa sistematicamente la vittoria. Lo stesso Nino Frassica, che ha lavorato con Insinna a Dopo Fiction, ha scritto un post che contribuisce a rendere noti i dati di ascolto della trasmissione

Va considerato un altro aspetto che porta la bilancia a pendere decisamente per il conduttore di Rai1: Maurizio Costanzo conduce due tra le trasmissioni in seconda serata più pubblicizzate da Canale5. La trasmissione gode di numerosi spot che ne anticipano la messa in onda e che vengono trasmessi nelle ore di punta della giornata. Un trattamento del genere, che fa da inevitabile gancio e contribuisce a incuriosire quella parte di pubblico fidelizzato di cui la rete ammiraglia Mediaset gode nel pomeriggio, viene riservato solo a pochissimi altri contenuti della televisione privata, il Maurizio Costanzo Show e, in forma molto minore, Matrix. Striscia sostiene che a guardare Dopo Fiction siano stati solo i “parenti di Insinna”. E allora Insinna deve necessariamente avere una famiglia numerosa, solo così ci si potrebbe spiegare la vittoria sistematica ottenuta contro un competitor tanto forte durante la messa in onda del programma.