Un successo. Completo, pieno, cristallino e senza ombre, solo luci. Il triennio diretto e condotto da Carlo Conti è stato un successo. Non ci sono altre parole per definire il suo Festival di Sanremo, guardando i numeri di queste ultime tre edizioni, guardando i contenuti e soprattutto guardando agli ultimi 15 anni di Festival. Partendo dai dati Auditel, si può affermare senza tema di smentita che il suo Sanremo è riuscito a confermare i grandi numeri che erano mancati alla seconda edizione gestita da Fabio Fazio (quella dopo il suo ritorno, nel 2014). La finale dell'edizione 2017 ha fatto segnare i numeri più alti per una finale di Sanremo dal 2002, quando furono in 13.397.000 di spettatori per uno share del 62,66%. Numeri oggi francamente irripetibili. Lo scorso anno, il Festival riuscì ad arrivare a quota 11 milioni per uno share del 52.52%, quest'anno Conti è riuscito nell'impresa di migliorare se stesso e di non subire la dispersione di pubblico, tra social network, internet tv, contenuti on demand e pay-tv.

I meriti di Carlo Conti.

Carlo Conti stato il primo ad aver sfruttato al meglio la forza e la spinta dei social network, ha gestito la "macchina" in maniera elegante, ha tenuto a bada le polemiche e la "shitstorm" che gli è piovuta addosso dopo i soliti stucchevoli del web che gli intimavano di donare in beneficenza un cachet che, dati alla mano, ha dimostrato di meritare ampiamente. Ha ascoltato il mondo del web, quello reale, ha giocato con loro lasciando finalmente entrare ufficialmente "The JackaL" al Festival di Sanremo che, per il secondo anno consecutivo, sono riusciti ad invadere il palco dell'Ariston con la parola "termostato".

È riuscito a chiudere con qualcosa di impossibile e impensabile dopo anni di guerra fretta televisiva: portare Maria De Filippi, per gentile concessione di Mediaset, sul palco più importante e rappresentativo per la Tv di Stato. Il pubblico ci ha preso gusto nel guardarli, sera dopo sera, così misurati, così eleganti, così affiatati. È davvero dura fare le pulci a questo Festival che, se proprio dobbiamo, ha il suo punto debole ancora in una durata estenuante, troppo lunga e che spesso non consente di godersi le cose egregie che ci sono intorno, come il "DopoFestival" firmato Nicola Savino e Gialappa's Band.

Cosa c'è dopo Carlo Conti.

Il triennio del conduttore fiorentino è stato un successo: e adesso? Cosa c'è dopo Carlo Conti? Dopo aver annunciato di lasciare la direzione del Festival e di dedicarsi al rilancio dello Zecchino d'Oro (smentendo a più riprese un suo eventuale passaggio a Mediaset), Carlo Conti lascia una kermesse completamente rinvigorita e in salute, lascia un Sanremo più forte nel brand. La Rai ha una grande occasione che non può fallire, tirare un calcio di rigore a porta vuota puntando sul nome più amato dal pubblico in questo momento: Mika, personaggio rivelazione della stagione in corso. Si potrebbe chiedere a Maria De Filippi una seconda edizione, ma la "Signora Mediaset" ha già fatto capire di non voler ripetere l'esperienza. Eppure Mika-Maria potrebbe essere la soluzione giusta: ci proviamo?