Per combattere la corazzata di ‘Tu si que vales’, andato in onda su Canale 5, Rai Uno ha pensato, e a ragione, di investire su un prodotto dalla qualità altissima, uno dei pochi che potesse reggere il confronto con lo show già testato con successo per anni dalla rete ammiraglia Mediaset. Sull’onda del gradimento già espresso dal pubblico nei confronti di tutti gli show musicali che premiano in prima serata la carriera dei più grandi artisti italiani, Rai Uno ha trasmesso questa sera “Viva Mogol”, uno speciale in due puntate che celebra la carriera del più grande paroliere italiano di sempre.

‘Arenà’, il concerto di Renato Zero.

Non si tratta di un esperimento isolato, ma della riproposizione di uno schema televisivo già ampiamente testato negli anni. Sono trascorsi pochi giorni dal momento in cui è andato in onda sulla prima rete Rai “Arenà”, il concerto di Renato Zero che ha incollato allo schermo 4 milioni di telespettatori. La riposizione tv di quell’apprezzatissimo momento musicale ha fruttato alla Rai la vittoria della serata. Altissimo è stato anche il successo che gli utenti della rete hanno decretato la vittoria del concerto evento di Zero, un concerto che ha saputo celebrare un artista in grado di farsi amare a 20 anni come a 60.

La grande musica di Mogol in prima serata.

Questa sera con “Viva Mogol” la Rai ha ripetuto lo stesso esperimento, realizzando il medesimo successo. Al di là delle polemiche legate alla conduzione di Massimo Giletti, l’omaggio al più grande paroliere della musica italiana è stato un trionfo soprattutto in rete. L’hashtag “Viva Mogol” si mantiene stabile in prima posizione su Twitter, merito anche del gran numero di artisti che questa sera hanno voluto omaggiare il maestro. Ricco di pathos e trascinante è stato soprattutto l’omaggio nell’omaggio voluto da Giulio Rapetti che all’interno dello show a lui dedicato ha voluto ricordare l’indimenticabile amico Lucio Battisti, mettendo così una pietra sopra la battaglia legale con gli eredi dell’artista che continua a trascinarsi da anni.

La Rai ha investito nella grande musica italiana portandola in prima serata e avvalendosi di nomi altisonanti. Ha investito e ha fatto bene, perché il risultato pare compensare lo sforzo prodotto.