Il primo nome certo del Festival di Sanremo 2018 è quello di Claudio Baglioni. Il cantautore romano sarà il direttore artistico della kermesse, ma non presenterà il festival, come fa sapere ufficialmente Tv Sorrisi e Canzoni. Si profila dunque un'edizione transitoria dopo l'era Conti, in cui a condurre Sanremo non sarà chi ha contribuito, in termini pratici, a scegliere le canzoni in gara, ruolo ad esempio ricoperto da Conti per tre anni e da molti altri suoi predecessori, a cominciare da Pippo Baudo. È un dettaglio di non poco conto, perché permette alla Rai di guadagnare ancora un po' di tempo per la scelta dei conduttori.

Il conduttore di Sanremo 2018.

Il nome di Baglioni non risolve la questione cruciale per il Festival, che dopo i fasti del triennio Conti, conclusosi con la coppia totale composta insieme a Maria De Filippi, ha bisogno di un nome forte alla conduzione. I numeri del conduttore toscano sono difficilmente ripetibili e non è ancora chiara la strada che il servizio pubblico intende percorrere. Da quella interna, con l'ipotesi del quinto Sanremo per Fabio Fazio ( che in questo caso si ricongiungerebbe all'amico storico Baglioni, col quale realizzò Anima Mia a fine anni '90), o di un ritorno di Antonella Clerici. Entrambi, tuttavia, sembrano improbabili, il primo per l'impegno con il passaggio di Che Tempo che Fa su Rai1 e il rischio di una polemica, quella sul suo compenso, iniziata diverse settimane fa. Così come si potrebbe escludere il nome della Clerici, che nei prossimi mesi sarà impegnata in un altro progetto con Gianmarco Mazzi (direttore artistico del suo Sanremo, nel 2011). Esclusa Virginia Raffaele, le vie aziendaliste battibili hanno i nomi del tuttofare Amadeus o della certezza Fabrizio Frizzi, non esattamente in linea con un'edizione eccentrica, come quella che si immagina possa venire fuori grazie alla presenza di Baglioni. Quella di un clamoroso, ennesimo ritorno di Baudo, è invece una strada sostenuta nelle scorse settimane, che è andata pian piano spegnendosi.

La possibilità alternativa è esterna. Auto-esclusosi Bonolis, davanti a tutti c'è il nome di Gianni Morandi, che ritorna in pole position vista l'esperienza del tour Capitani Coraggiosi con Baglioni. A sfavore di questa ipotesi c'è la sensazione di pensare che con un musicista alla direzione artistica, sul palco ci debba stare un conduttore di razza, un professionista e questa considerazione escluderebbe l'altro nome papabile da diversi anni, quello di Massimo Ranieri. Dopo il no di Mika delle scorse settimane, lo schema attuale potrebbe aprire ad un nome giovane, che a questo punto non potrebbe che essere quello di Alessandro Cattelan, volto Sky per eccellenza ma vero enfant prodige, una sorta di predestinato alla conduzione del Festival di Sanremo, che si è anche detto pronto a farlo. A suo favore c'è, appunto, l'anagrafe, che è allo stesso tempo un tallone d'Achille potenziale: il suo è un pubblico meno maturo (con conseguente ringiovanimento del pubblico del Festival), ma numericamente inferiore a quello dei nomi fatti precedentemente. Tutta una questione di equilibri, dunque, che la Rai potrebbe rispettare facendo i suoi calcoli o sparigliare completamente, facendo una scelta in controtendenza ed estraendo un inatteso coniglio dal cilindro. Un sospetto aleggia sulle nostre teste: e se alla fine la Rai chiedesse a Maria De Filippi una conduzione in solitaria?