La puntata di ‘Chi l'ha visto?‘ trasmessa mercoledì 25 gennaio ha dato voce al racconto della terribile violenza subita da Lidia Vivoli, nella notte tra il 24 e il 25 giugno del 2012. La donna è la cognata di Giusy Ventimiglia, la trentacinquenne scomparsa il 13 novembre 2016 da Bagheria (Palermo). Lidia ha raccontato come il suo ex compagno – conosciuto prima di frequentare Salvo Ventimiglia – l'abbia ridotta in fin di vita

"Ero a casa, stavo dormendo con colui che allora era il mio compagno e lui ad un certo punto ha chiesto di andare in bagno. Quando è tornato era armato. Ha iniziato a colpirmi con un'enorme padella di ghisa sulla testa, io mi sono svegliata in preda allo shock. Quando ha smesso perché la padella si è rotta sulla mia testa, ha trovato un paio di forbici e ha iniziato a usarle come un pugnale. Prima me le ha conficcate sulla schiena, poi, mi ha aperto il sopracciglio, io non ero lucida perché erano le 2 del mattino. Con la padella mi ha procurato un trauma cranico e commozione cerebrale. Mi sono buttata per terra e ha tentato di soffocarmi con il filo dell'abat-jour. Poi mi ha preso per i capelli e ha sbattuto la mia testa su tutto ciò che sporgeva. Sbattendomi per terra mi ha provocato la rottura di entrambe le rotule. Si è messo sopra di me e mi ha rotto a pugni gli zigomi, mi ha colpito con le forbici e ha tentato di soffocarmi con il filo del ventilatore. Poi, ha inserito le forbici nel mio basso ventre e ha usato il suo corpo come peso per farle entrare il più possibile, a quel punto ho deviato le forbici e mi si è aperta la coscia fino al muscolo. Ha avuto un attimo di esitazione e io gli ho stretto una parte molto delicata. E là lui mi ha lasciato".

"Dopo la violenza, mi ha sequestrata per tre ore"

Lidia Vivoli ha aggiunto: "In venti minuti mi ha rotto tre costole, mi è esploso il timpano, ho una lesione al tendine, mi ha rotto gli zigomi, le rotule, la coscia totalmente aperta. Speravo mi aiutasse e invece mi ha tenuto sequestrata 3 ore sperando che morissi dissanguata. Sono viva per miracolo, non volevo morire sotto ai suoi colpi. La dottoressa nell'ambulanza mi chiese di dire subito il nome di chi mi aveva fatto tutto ciò, perché ero talmente grave da rischiare di morire da un momento all'altro. Io le dissi che morire tra le sue braccia amorevoli mi andava bene, non volevo morire sotto ai colpi del mio ex compagno. Non volevo dargli quella soddisfazione. Voleva togliermi la vita senza un motivo".

Lidia Vivoli: "Ho paura di ritrovarmelo sotto casa, ha detto che mi avrebbe ucciso"

Infine, ha affermato di avere paura di ritrovarsi il suo compagno sotto casa, quando avrà finito di scontare la sua pena: "Quando ripenso a quegli attimi tremo, non voglio riviverli. Ora lui uscirà e sarò di nuovo in pericolo. È stato condannato a 4 anni per tentato omicidio e sei mesi per sequestro. Ha patteggiato. La legge non prevede che io venga avvisata quando sarà fuori. Oggi potrebbe anche essere fuori. Sono certa che me lo ritroverò qua. Ha detto ‘O stai con me o ti uccido'".