I protagonisti dell'ultimo film di Ferzan Ozpetek "Allacciate le cinture", Kasia Smutniak e Francesco Arca sono stati ospiti di Silvia Toffanin a Verissimo per la presentazione della loro fatica cinematografica, essendo la loro storia d'amore, drammatica ed intensa in tutte le sfumature, uscita al cinema proprio in questo week end. La commozione per il film toccante ha colto gli stessi protagonisti già quando erano in preparazione della pellicola, ovvero quando leggevano semplicemente le scene a casa del regista. A dirlo è proprio la Smutniak, attrice ormai collocatosi nel pantheon delle più ricercate dei tempi recenti

Abbiamo pianto quando parlavamo delle scene, Ferzan mi aveva parlato della storia già due anni fa, quando la sceneggiatura non esisteva.

E lo stesso Arca, al secolo tronista e poi convertitosi in attore, ribatte confermando che le prime letture dei film di Ozpetek vengono fatte in ambienti molto intimi che cercando di creare armonia nel cast, complicità tra gli attori: "La prima volta che abbiamo letto la sceneggiatura era nella cucina di Ferzan". Due personaggi che hanno sicuramente dato inizio alla propria carriera partendo da basi che davano molto più peso alla loro bellezza fisica, per poi cercare un'evoluzione più artistica. Nelle parole della Smutniak, che incinta qualche giorno fa ha contestato le supposizioni che volevano avrebbe chiamato suo figlio Pietro (in memoria di Taricone) se fosse stato un maschio, c'è tutto il senso di questo percorso

A rivedermi oggi mi percepisco come ridicola. Essere una bella ragazza è stato un ostacolo e un aiuto. Nelle mie scelte professionali ho cercato di non puntare sulla bellezza, una cosa che mi sta ripagando col tempo. Ho sempre pensato che immaginare un personaggio molto simile a te sia più semplice, ma poi sono andata in difficoltà per un personaggio scritto proprio sulla base delle mie caratteristiche, perché è come guardarti allo specchio.