"Anche tu hai ceduto a quella mafiosa di Maria". Pochi minuti dopo l'annuncio ufficiale di Ermal Meta nel cast di giudici della nuova edizione di Amici, al via dal prossimo 25 marzo, già si sono manifestati i primi bronci da parte dei fan più integralisti. Ermal Meta, che grazie a "Vietato morire" ha finalmente conosciuto la ribalta nazional-popolare, è artista che di scale per salire ne ha dovute fare parecchie, quindi non sorprende la sua stringata risposta, secca ed eloquente: "Ma vai a cagare".

Morgan, Elisa e Manuel Agnelli, i precedenti "traditori"

È una vecchia storia quella del fan che si accanisce contro l'artista "venduto al sistema", è un circuito sempre uguale a se stesso, un cane che si morde la coda. Nello stesso talent è già successo proprio per Elisa Toffoli, la cantante di "Stay" ha subito più o meno la stessa accoglienza di Meta, sconfessando puntata dopo puntata i più critici e riuscendo ad ampliare il suo pubblico. Discorso diverso per Morgan, il leader del Bluvertigo è stato il primo ad aver venduto l'anima al diavolo dello showbiz con "X-Factor", dichiarando tutto e il contrario di tutto nel corso di sette edizioni del format ma dimostrando, oltre ad una vastissima conoscenza musicale, di essere un grande personaggio televisivo. Cosa che non è passata inosservata a Maria De Filippi, che ormai lo tiene nel suo team da due edizioni consecutive, una come giudice, la prossima in qualità di coach.

Manuel Agnelli è l'ultimo grande caso in merito. Il leader degli Afterhours che "sui giovani d'oggi ci scattara su", simbolo del rock italiano e del movimento italiano, ha sempre cavalcato il mainstream a suo modo, sin dall'unico esperimento degli Afterhours al Festival di Sanremo con "Il paese è reale". A loro modo rivoluzionari, unici a non presentarsi al Festival con un loro disco di inediti ma con una raccolta realizzata per far conoscere nuovi talenti della scena indipendente. Nonostante questo, quando ha accettato la poltrona di giudice di "X-Factor", su Manuel Agnelli sono piovute accuse di ogni tipo e genere (unica voce fuori dal coro, quella di Federico Guglielmi), eppure è riuscito a sconfessare tutti risultando il personaggio rivelazione dell'anno nella migliore edizione di sempre.

Perché Ermal Meta merita la ribalta.

Ermal Meta, artista prolifico da giovanissimo sin da quando, con gli Ameba4, si presenta a Sanremo Giovani 2006 con "Rido forse mi sbaglio", per poi ritornarci quattro anni più tardi con il suo secondo gruppo, La Fame di Camilla, e presentare quel capolavoro che è "Buio e Luce". Tanta gavetta, soprattutto come autore. Non è la prima volta che collabora allo star-system di Maria De Filippi, avendo scritto canzoni per Emma e Annalisa, oltre a pop-star sempre uscite dai talent, da Chiara Galiazzo a Marco Mengoni e Francesca Michielin. Parliamo di un uomo di musica, a tutto tondo, che a 35 anni conosce finalmente una ribalta meritata. Se Fabrizio Moro non se l'è sentita di fare il giudice, Ermal Meta ha invece accettato di buon grado, disposto a mettersi in gioco.