In un'intervista rilasciata a Michele Monina, Morgan è tornato a parlare delle sue perplessità sulla trasmissione ‘Amici‘. Secondo quanto dichiara, non esisterebbe un regolamento scritto

"Nei talent che ho frequentato prima di questo c'erano dei regolamenti scritti, qui invece non c'è un regolamento. Non c'è il regolamento, l'ho chiesto più volte: ‘Ma dov'è il regolamento?', non esiste. Quindi, già siamo in una zona molto strana".

Inoltre, ha definito la terza prova – quella che prevede il voto segreto – come "uno spazio di manovra, truccabile"

"Il meccanismo con cui fanno questo gioco è agghiacciante. Se soltanto lo scrivessero e lo pubblicassero, la gente si metterebbe a denunciarli. È chiaramente un meccanismo completamente contorto, per gettare confusione e fumo negli occhi. Su cinque prove, la terza è occultata perché non si può sapere chi ha votato cosa e guarda caso vale tre. Così se fai la somma, capisci che quella prova è lo spazio di manovra. Spazio di manovra, vuol dire che è truccabile. Perché deve essere secretata? Perché non posso sapere chi ha votato cosa? Loro hanno quesa usanza che tentano di inculcarti nelle riunioni, che devi giocare la tua carta più forte lì e io ho detto ‘Ma siete impazziti? Se la mia carta più forte la gioco nella prova occultata, voi me la potete buttar giù'. Io la gioco quando le cose sono alla luce del sole. Tutto è iniziato, da quando io ho messo in dubbio il loro meccanismo"

"Gli allievi vivono un case senza finestre e non possono contattare i genitori"

Morgan è tornato a definire il talent "un lager nazista"

"Io sono andato in un lager nazista dove non solo non è una scuola, non ci sono libri, non ci sono pennarelli. Sono andato in un luogo dove i ragazzi vivono in case senza finestre, dove i ragazzi non possono avere contatto con i genitori, dove i ragazzi vengono filmati anche in bagno. Ecco dove sono andato. Io sono andato per vedere che cavolo succede lì dentro. L'anno scorso non avevo accesso a determinate stanze.

L'artista, infine, parla di ‘corridoi agghiaccianti' e ‘grigi uffici del potere': "Quando mi convocavano lì, mi mancava l'aria. E venivo bombardato con ‘questo non va bene', ‘questo non lo puoi fare'. […] Lì regna l'horror della manipolazione e del plagio, vogliono che i ragazzi non pensino, che il pubblico non pensi e che siano degli oggetti da sfruttare nel loro mercato. […] Adesso faranno carte false, faranno di tutto e mi divertirò tantissimo a vedere che cosa si inventano".