Dal settimanale Chi, arriva un durissimo attacco del direttore Alfonso Signorini contro Barbara D'Urso. In un editoriale sul nuovo numero, l'ex opinionista dell'Isola dei Famosi ha rivolto parole di fuoco contro la conduttrice di Domenica Live.

A innescare la polemica di Signorini è stata l'ospitata della D'Urso a Verissimo, nella quale la presentatrice più attiva di Mediaset ha dichiarato: "Domenica Live la farò fino ai 90 anni, ne approfitto per rispondere a quegli stolti che ogni tanto dicono che andrò via e arriverà questo o quello. Domenica live è mia e lo rimarrà per sempre". Parole che hanno scatenato il giornalista: "Ora io non entro nel merito della suprema bravura o della cialtroneria della conduttrice: ognuno riguardo alla D’Urso, come su chiunque altro, è libero di pensarla come vuole, e ci mancherebbe" scrive Signorini: "Ma in quel discorso ci sono due concetti che mi inquietano non poco: “mia” e “per sempre".

"D'Urso antidemocratica, tanti come lei caduti nell'oblio"

Prosegue Signorini, definendo la presentatrice "antidemocratica"

Vorrei ricordare che il concetto di proprietà di un programma è quanto di più antidemocratico possa esistere. Intanto perché un programma non è solo di chi lo conduce, ma anche (se non soprattutto) di chi lo fa, a cominciare dagli autori. E poi fa la sua parte anche chi sceglie di guardarlo e di apprezzarne i contenuti, cioè il pubblico. Certo tutto questo cozza con il protagonismo del conduttore, ma vorrei ricordare alla signora D’Urso che la tv non è di nessuno, che la storia del piccolo schermo è piena di volti che si sono accesi e che si sono spenti nel giro di poco, pochissimo tempo. Qualcuno, poi, come lei, è più bravo di altri, porta a casa gli ascolti (i veri e unici padroni del palinsesto) e resiste nel tempo, ma nulla è per sempre. Neppure per loro. Nella mia vita ho conosciuto tante persone talmente convinte della loro eternità che hanno sacrificato l’amore dei figli, l’amore di un compagno, il rispetto della propria dignità in nome del successo e che oggi sono cadute nell'oblio. Come è giusto che sia.

"La malattia mi ha fatto capire che nulla è per sempre"

Il direttore di Chi ha quindi ricordato la sua storia personale e la lotta alla leucemia, chiudendo con una frecciatina tutt'altro che leggera

Anch'io un tempo pensavo fosse per sempre. Dirigevo due giornali, facevo radio tutti i giorni, conducevo più di un programma in tv. Poi una sera la malattia mi è piombata addosso all'improvviso e oggi che, grazie a Dio, ce l’ho fatta, ho capito che il segreto della vita non è credere nel ‘per sempre', ma credere nel ‘per ora': solo questo ci fa vivere con pienezza quello che abbiamo. Anche quando passi sette giorni su sette in uno studio tv, correndo il rischio di avere seri problemi di connessione con la realtà.