Sono passati vent'anni dall'epopea di Furore in tv e, come vuole il cerimoniale del revival televisivo, il format di Rai2 tornerà in onda il 29 marzo 2017 per accontentare tutti i nostalgici del piccolo schermo anni Novanta. Alla conduzione due volti che a Rai2 stanno facendo strada e che sembrano destinati ad un ruolo sempre più centrale per le sorti della seconda rete del servizio pubblico: Gigi e Ross. Ma c'è una sorpresa, resa nota nelle ultime ore dalla Rai, che sicuramente farà piacere agli appassionati del programma: alla conduzione ci sarà anche Alessandro Greco, volto dello storico show. I tre faranno da arbitri, più precisamente Greco sarà l'arbitro e i due ex capocomici di Made in Sud saranno invece due guardalinee. Il format verrà in qualche modo rivisto, con nuovi giochi che si possano prestare meglio all'apertura ai social network, ma al contempo conserverà anche i giochi storici, che hanno reso il programma così famoso al tempo.

Gli alti e bassi di Alessandro Greco.

La novità assoluta è certamente quella della presenza di Greco, conduttore in piena esplosione negli anni Novanta, che tuttavia dopo il boom si è ritrovato ad affrontare un inatteso percorso da meteora televisiva. Molti, ripensando a Furore, negli ultimi anni si sono chiesti che fine ha fatto Alessandro Greco e la risposta è che, prima di tornare nel giro negli ultimi anni con la partecipazione a Tale e Quale Show, la conduzione di Uno Mattina nello spazio Effetto Estate, il conduttore è rimasto per qualche tempo lontano dal piccolo schermo. Poi a rivitalizzare la sua carriera nel mondo dello spettacolo sono stati anche gli impegni radiofonici su Rtl 102.5 con No problem – Viva l’Italia, accanto a Charlie Gnocchi. In una bella intervista rilasciata a Il Giornale, Greco ha in qualche modo descritto la sua parabola anomala, segnata dall'essere stato una scoperta di Raffaella Carrà e Sergio Japino, per poi ritrovarsi senza una guida. Greco racconta di uno dei momenti più belli del suo Furore, prima dei nuovi che spera arrivino

Ricordo quando Renato Zero cantò ‘L’Impossibile Vivere’ davanti a Romina Power, che quel giorno era nella squadra femminile. La scomparsa della figlia Ylenia era una ferita aperta, si percepiva nell’aria. È stato molto toccante