Sanremo 2017 è stato il migliore degli ultimi 15 anni, sotto molti punti di vista e specialmente per quel che riguarda la quantità di pubblico che ha seguito l'ultimo Festival di Carlo Conti. Già, l'ultimo, per la Rai il problema è proprio questo. Il conduttore, che ha fatto della concretezza la sua arma principale ed è riuscito a raccogliere il massimo con il minimo sforzo economico, dando così vita al più aziendalista dei Festival possibili, ha confermato la sua scelta di chiudere questo ciclo di conduzione a Sanremo con la terza e trionfale edizione condotta con Maria De Filippi. E adesso che si fa per Sanremo 2018? Adesso il vuoto, il totonomi già aperto, Bonolis pronto in poleposition per tornare lì dove è stato già due volte, con grande successo. Ma perché non fare una scelta diversa? Meno popolare, certo, più complessa, ,ma certamente degna dal punto di vista qualitativo. Tra i nomi ai quali si pensa c'è quello di Alessandro Cattelan, oramai volto di Sky senza se e senza ma, conduttore di X Factor da anni, pronto a ripartire con il suo late show E Poi C'è Cattelan.

Non gli mancherebbero certo le qualità, spigliatissimo e intelligente alla conduzione, parla perfettamente inglese, è un musicista e capisce il mondo della musica, oltre ad avere già una dimestichezza con i grandi eventi (non ha condotto solo X Factor, ma lo scorso anno ha presentato con personalità la prima edizione dei David di Donatello targata Sky, confermato anche per il 2017). Perché non lui, verrebbe da chiedersi, vista la necessità di rinnovare il parco conduttori del servizio pubblico e, possibilmente, aprirsi ad un pubblico meno popolare? Lui, interrogato ds La Repubblica, non ha avuto paura a dirsi preparato a questo tipo di evenienza

Mi sento pronto per Sanremo, ma nessuno mi ha ancora chiesto di farlo.

Quel "ancora" nasconde una possibilità concreta, ben lontana dal generico totonomi. D'altronde in passato si è parlato più volte di un tentativo Rai di accaparrarsi il cavallo di razza Sky, oltre al fatto che, settimane fa, Cattelan era stato ospite di "Dieci Cose", il format condotto da Federico Russo. Sembrava quasi un numero zero, un tentativo esplorativo per tastare le sensazioni del pubblico.

E Poi C'è Cattelan diventa striscia quotidiana.

Vero è che risulta difficile immaginarsi una concreta evoluzione per la carriera di Alessandro Cattelan che riesca a portarlo più in alto del momento in cui si trova ora. Praticamente una colonna dell'emittente satellitare, volto imprescindibile di Sky al quale viene lasciata una certa libertà di spaziare dalla conduzione più istituzionale di X Factor a quella più libera e fantasiosa di EPCC. A proposito di quest'ultimo, a partire dal 16 novembre ci sarà un'ulteriore evoluzione del format, proprio nella direzione dei Late show tradizionali, dai Letterman ai Leno, arrivando ai contemporanei Fallon, Kimmel e Corben. Cattelan ha spiegato così questo update ulteriore di E Poi C'è Cattelan: "Non abbiamo mai nascosto l'intenzione di andare nella direzione dei Late Show americani: la quotidianità è il nuovo tassello".