Termina questa sera, prima della finalissima, l’avventura di Alessandro Canino a The winner is. Il cantautore riconosciuto in Italia per aver portato a Sanremo la cafone “Brutta” nel 1992 si è ritirato dalla gara accettando i 35mila euro messi in palio dalla trasmissione. Ha deciso di ritirarsi dalla sfida contro Salvatore Lampitelli, giovane talento campano, dopo aver assistito al plebiscito che il pubblico gli aveva tributato.

Con una votazione che pendeva decisamente dalla parte di uno dei due – 87 a 14 – Canino non se l’è sentita di proseguire. Aveva compreso, anche ascoltando il parere della moglie e della figlia, che la preferenza dei giurati pendeva a favore dello sfidante. Anche Mara Maionchi e Alfonso Signorini gli avevano consigliato di accettare i soldi e ritirarsi dalla gara, sicuri che l’esito del televoto avrebbe premiato proprio Lampitelli. A un solo secondo dallo scoccare del gong, Canino ha fatto la sua scelta, accettando il premio messo in palio dalla trasmissione. “Ho grande rispetto dei soldi” ha spiegato: “Li userò per investire su me stesso”. Il conduttore gli ha riconosciuto il grande coraggio dimostrato: “Grazie per avere accettato il nostro invito. Hai dimostrato grande coraggio e umiltà”.

Canino: “I produttori mi avevano abbandonato”.

Di Alessandro Canino si erano perse le tracce dal periodo in cui partecipò a Sanremo. Fu lui stesso, nel corso di una puntata di The winner is, a raccontare il suo percorso

La mia prima vera occasione è stata nel 1992 sul palco di Sanremo. Sul palco dell'Ariston ho portato ‘Brutta', la canzone che poi mi ha tormentato – se così si può dire – fino a oggi. In quel festival mi sono classificato sesto, ma quello che ha vinto è stata la canzone e l'enorme popolarità che mi ha dato. A un certo punto mi accorsi di questo enorme successo, perché c'erano circa 2-3000 ragazzine che stavano attendendo qualcuno sotto al mio hotel. Io mi fermai, chiesi con molta semplicità ‘Chi state aspettando?'. In realtà aspettavano me. Quell'anno sono stato a casa soltanto 5 giorni, per via di tutte le serate e i concerti che ho avuto modo di fare in giro per il mondo. Dopo quattro, cinque anni di grandissima popolarità, i produttori dell'epoca mi hanno praticamente abbandonato. Probabilmente perché non credevano abbastanza in me. Non c'era posto per Alessandro Canino nel panorama discografico dell'epoca, non so perché. Me lo sono sempre domandato ma purtroppo non ho avuto mai risposte.